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Prezzi di benzina, gasolio, GPL e metano in 1.066 comuni
Oggi la benzina self si ferma a 2,019 €/L di media nazionale, il gasolio a 2,262 €/L: 24,3 centesimi di distanza, e stavolta è il gasolio a stare sopra. Ricalcoliamo ogni mattina 23.815 impianti e li ordiniamo per prezzo effettivo e distanza reale dal punto che scegli.
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La fotografia dei prezzi al 30 ottobre 2026
La media è un punto di riferimento, non un prezzo che troverai davvero: oggi separa 2,019 €/L di benzina self dal minimo rilevato di 1,654 €/L una distanza che su un serbatoio da cinquanta litri diventa una cifra a due cifre. Lo stesso vale per il gasolio, con media 2,262 €/L e minimo 1,579 €/L. Il valore di questa pagina non è la media: è sapere chi sta sotto e dove.
Perché il gasolio costa più della benzina dal 2026
Sul gasolio pesa anche una riduzione temporanea dell'accisa, che viene rinnovata di provvedimento in provvedimento invece di essere stabilizzata. È la componente più mobile del prezzo alla pompa: quando una proroga salta, l'effetto si vede sul listino nel giro di pochi giorni, e il divario odierno di 24,3 centesimi fra 2,262 €/L e 2,019 €/L può cambiare di misura senza che sia cambiato nulla nel mercato del greggio. Vale la pena tenerla d'occhio a ogni scadenza.
Cerca il distributore più conveniente
Digita un comune, un indirizzo o lascia che sia la posizione a fare il lavoro: la ricerca copre 1.066 comuni e restituisce gli impianti ordinati per prezzo, con il filtro fra self e servito separato, perché fra i due modi passano 13,6 centesimi al litro che nessuna media aggregata mostra.
Dove costa meno la benzina in Italia oggi
Il gradiente non segue la geografia scolastica del Nord più caro e del Sud più economico: pesano molto di più la densità di impianti per abitante e la presenza di reti indipendenti. Con Liguria a 2,007 €/L e Basilicata a 2,056 €/L, sulla media nazionale di 2,019 €/L il posizionamento di una regione dice quanto margine ha chi vende, non quanto è ricca.
Dal ribaltamento delle accise di gennaio, la classifica regionale del gasolio è quella che si muove di più: un aumento di accisa uguale per tutti si scarica in modo diverso a seconda di quanto margine aveva il gestore. Con 2,262 €/L di media e 1,579 €/L di minimo, gli scarti fra territori sulla stessa giornata restano più ampi di quelli della benzina, ferma a 2,019 €/L.
Il denominatore comune delle province economiche non è il reddito ma la contendibilità: dove un automobilista ha tre distributori diversi entro due chilometri, il listino si allinea verso il basso. Con 23.815 impianti censiti in 1.066 comuni, la classifica provinciale mostra esattamente dove quella condizione esiste e dove no.
Dove il pieno pesa di più: la coda della classifica
Le province turistiche mostrano una stagionalità marcata: nei mesi di punta il listino si stacca dalla media nazionale di 2,019 €/L e ci resta finché dura il flusso. Chi vive lì tutto l'anno paga il picco insieme a chi è di passaggio, ed è la ragione per cui in quei mesi il confronto fra i 23.815 impianti vale più che altrove.
Guardare solo il marchio porta fuori strada: fra due impianti della stessa insegna, nello stesso comune, si trovano regolarmente differenze che pesano quanto il cambio di rete. Con 23.815 impianti confrontati e una media di 2,019 €/L sulla benzina self, la variabile che conta resta il singolo distributore, non il logo sulla pensilina.
Il servito ha una sua ragione d'essere per chi ha difficoltà motorie o rifornisce di notte in zone isolate, e non è un servizio da eliminare dal confronto: va solo prezzato. Con 2,155 €/L contro 2,019 €/L e uno scarto medio di 13,6 centesimi al litro, la scelta diventa consapevole invece che automatica.
Il trend recente di benzina e gasolio
Il rialzo non arriva ovunque alla stessa velocità: le reti di bandiera aggiornano il listino in modo più sincronizzato, gli indipendenti seguono con ritardo variabile. È in quel ritardo che si aprono le finestre in cui il minimo scende a 1,654 €/L mentre la media resta 2,019 €/L, e durano pochi giorni.
Prezzi carburanti nelle principali città italiane
Ogni città ha una pagina con l'elenco completo dei distributori ordinati per prezzo,
il confronto con i comuni vicini e lo scarto rispetto alla media provinciale.
Sì, i valori esposti sono quelli finali alla pompa: i 2,019 €/L della benzina self includono l'accisa di 672,90 euro ogni mille litri e l'IVA al 22 per cento. Lo stesso vale per i 2,262 €/L del gasolio. Poco più della metà di quelle cifre è imposta, ed è la ragione per cui i cali del greggio si vedono alla pompa in misura attenuata: la componente fiscale è fissa in valore assoluto e non segue il barile.
Le pompe bianche costano davvero meno?
In media sì, e nel 2026 lo scarto si è ampliato rispetto agli anni scorsi, ma non è una regola valida ovunque: in aree con poca concorrenza un impianto senza insegna può stare sopra la media di 2,019 €/L. Il minimo nazionale di oggi, 1,654 €/L, è quasi sempre praticato da gestori indipendenti, ma la verifica va fatta impianto per impianto e non per categoria.
Esiste un giorno della settimana in cui conviene rifornire?
Non nella misura in cui si racconta. Sui 23.815 impianti che seguiamo le variazioni si concentrano nei giorni in cui si muovono i prezzi consigliati dalle compagnie, non in un giorno fisso del calendario, e valgono frazioni di centesimo. Conta molto di più dove rifornisci: fra 2,019 €/L di media e 1,654 €/L di minimo c'è un ordine di grandezza in più di quanto sposti aspettare il martedì.
Perché il totem del distributore mostra un prezzo diverso da quello che leggo qui?
Perché il gestore può ritoccare il listino dopo la comunicazione della mattina: i 2,019 €/L di media nazionale e i 1,654 €/L di minimo si riferiscono ai prezzi dichiarati al 30/10/2026. Non copriamo sconti fedeltà, promozioni non comunicate e orari di apertura: verifica sempre il cartellone prima di rifornire. Non vendiamo carburante e non riceviamo compensi dai gestori.
Di quanto cambia davvero il conto fra self e servito?
Oggi lo scarto misurato è di 13,6 centesimi al litro: benzina self a 2,019 €/L, servito a 2,155 €/L. Su un serbatoio da cinquanta litri è una cifra vicina ai sei euro a rifornimento, che su quaranta pieni l'anno diventa una spesa strutturale. Sui singoli impianti la forbice varia parecchio, per questo teniamo le due modalità separate invece di pubblicare un prezzo unico.
Perché nel 2026 il gasolio costa più della benzina?
Perché dal 1° gennaio 2026 l'accisa dei due prodotti è stata allineata a 672,90 euro ogni mille litri: quasi cinque centesimi in meno alla benzina e altrettanti in più al gasolio. Il risultato è il divario di 24,3 centesimi che misuriamo oggi, con gasolio a 2,262 €/L e benzina a 2,019 €/L. È un cambio di regola fiscale, non un rincaro temporaneo.
Quanto vale la pena cercare prima di rifornire?
Dipende da quanto è dispersa la zona. Fra la media nazionale di 2,019 €/L e il minimo di 1,654 €/L c'è tutto lo spazio del risparmio, ma dentro un singolo comune la forbice può essere di venti centesimi come di tre. Nelle pagine locali indichiamo quanto separa il distributore più caro dal più economico: se il divario è minimo, la risposta onesta è che cercare non conviene e ti conviene rifornire dove sei.
Ogni quanto vengono aggiornati i prezzi di questa pagina?
Una volta al giorno, sull'intera rete: la rilevazione del mattino sostituisce quella precedente su tutti i 23.815 impianti e la pagina che stai leggendo riporta i valori del 30/10/2026. Sono prezzi dichiarati dai gestori, non stime né segnalazioni degli utenti, e accanto a ciascuno trovi la data in cui è stato comunicato: è quel dato, più del prezzo stesso, a dirti quanto fidarti.